MARS

Di Fuyumi Souryo

Partendo dal presupposto che Fuyumi Souryo si è imposta sulla scena Shoujo fin da subito con le sue storie brevi e poi con le opere di più ampio respiro, posso dire che leggere i suoi manga è proprio un piacere. Ho “scoperto” Fuyumi Sensei con Mars, la sua più famosa opera in 15 volumi (ed uno uscito alla fine di questi, Mars Gaiden, che parla invece delle vicende dei protagonisti in tempi antecedenti a quelli dello stesso Mars). Che dire? Stupendo. La storia, la caratterizzazione dei personaggi, l’espressività, la drammatizzazione di alcune situazioni, la complessa (davvero complessa) psicologia dei protagonisti, il complicato rapporto che lega l’adolescente - o il figlio in generale – ai genitori…tutto, in Mars, si racconta in uno stile fresco e sublime, mai pesante. Ci sono stati vari momenti in cui ho davvero creduto di vivere le vicende di Rei e Kira: ridere con loro, piangere con loro, combattere per ricostruire il castello di sabbia che gli altri, puntualmente, riescono a distruggere: “Lo ricostruiremo insieme…all’infinito”.

Per scostare Mars dai luoghi comuni che molte persone attribuiscono allo Shoujo, diciamo che è un manga la cui storia è tutt’altro che banale; un manga ispirante ed a tratti tetro, che scava nella psicologia di ognuno quasi con crudeltà per mettere a nudo i desideri più naturali dell’animo umano: affermarsi, essere amati, allontanarsi e resistere alla solitudine ed alla fatica di vivere. A questo proposito vorrei aprire una piccola parentesi: lo scrutare nella psicologia umana è un tema ricorrente nelle opere di Fuyumi Souryo Sensei, basti pensare ad una delle sue migliori creazioni, ES (Eternal Sabbath, Edizioni Star Comics), per rendersene conto. I personaggi di Mars sono dotati di una psicologia complessa, plasmata da vicende passate molto dolorose. Kira Aso è la protagonista femminile: timidissima, introspettiva, poco propositiva, molto studiosa e dedita all’arte più di ogni altra cosa, è orfana di padre e vive con la madre ed il patrigno in una villetta a schiera non lontana dalla scuola. Kira è molto dolce – qualità che si rispecchia nei suoi bellissimi quadri – e tiene al rapporto con la madre più che a quello con il patrigno…o, per meglio dire, a quello con qualsiasi essere umano di sesso maschile. A scuola è considerata antipatica dalle compagne, è ghettizzata nella stanza da disegno e viene torturata giornalmente da loro, come pure è palesemente evitata dai ragazzi che considerano il suo comportamento altezzoso. Lei, dal canto suo, non cerca la compagnia degli altri né si pente del suo modo di fare poiché, per sua stessa ammissione, pensa: “capisco perché gli altri mi odino…sono lenta ed ottusa…è normale che non mi sopportino e che molti non sappiano neanche che esisto. E’ facile per me, è comodo”. Kira ha una grande paura di vivere e, rinchiusa dentro sé stessa com’è, si è abituata allo scorrere di un tempo immutabile. Ciclo che verrà spezzato da Rei Kashino, splendido ragazzo di una differente sezione, di cui tutte le ragazze della scuola sono invaghite. Rei è ribelle, dal carattere forte e deciso, vive in condizioni disagiate e lavora per mantenersi, alloggiando in un monolocale spoglio e poco curato. Rei non conosce l’amore di una donna: benché per molte volte sia stato a letto con ragazze - che lo consideravano più un trofeo che un essere umano – non ricorda il bacio di una madre, il calore dell’affetto femminile nella sua forma più dolce. Bellissimo e dotato di un grande carisma, segretamente viene fotografato dalle ragazze durante gli allenamenti sportivi e desta il desiderio (a volte palese) di quelle anche più grandi di lui, nonché l’ammirazione e l’invidia dei ragazzi. A questo proposito si introdurrà, a circa metà storia – per poi ricapitare nei momenti cruciali della vicenda – un certo Makio Kirishima, inquietante ragazzo dall’aspetto ambiguo che, a prima vista, sembra essere attratto fisicamente da Rei mentre, in realtà, condivide con lui un pezzetto di passato che li ha avvicinati ed allontanato al tempo stesso. Attraverso di lui si districheranno vicende e particolari del passato sia di Kira che di Rei, che ad un certo punto sarà per loro impossibile ignorare. Infatti, anche Rei porta in sé le cicatrici di un passato estremamente oscuro e complicato e si invaghirà di Kira proprio per la palese, totale assenza dell’interesse di lei nei suoi confronti…e per un’innaturale somiglianza con un’altra persona, che si scoprirà in seguito essere il suo gemello Sei, defunto anni prima. Da lì in poi, Rei e Kira si sentiranno sempre più vicini nella loro solitudine, e si apriranno l’uno all’altra a tratti, a poco a poco, timidamente. Kira capirà che Rei non è un cascamorto né un immaturo; comprenderà il passato di lui attraverso la storia del gemello Sei, che scoprirà essere morbosamente simile a lei, e si spiegherà il motivo per il quale Rei non va assolutamente d’accordo con il padre, che poi vero padre non è. Orbiteranno attorno alla loro vicenda due amici, Harumi (ex ragazza di Rei ed attuale amica di Kira) e Tatsuya, amico di entrambi e ragazzo di Harumi. Con il loro aiuto, Rei e Kira affronteranno le difficoltà che implica il loro rapporto di coppia – ostacolato dalle famiglie, complicato per via delle loro vicende passate, economicamente instabile – e ne usciranno vincitori. Questa coppia dovrà affrontare, si, molte avversità esterne, ma la loro più grande lotta sarà contro loro stessi, contro il loro passato e le loro paure. Kira risolverà finalmente, attraverso l’amore di Rei, il suo più grande trauma e Rei, dal canto suo, scoprirà il segreto della sua infanzia: di suo fratello, di suo padre, di sua madre…e dell’uomo che lo ha allevato.

Dal genio di Fuyumi Souryo Sensei, uno Shoujo ricchissimo di emozioni e di colpi di scena, dall’epilogo meraviglioso che lascia uno spiraglio sulla speranza che anche a noi, un giorno, sia dato di provare ciò che loro hanno provato; sia dato di vivere ciò che loro hanno vissuto, sia dato di amare come loro hanno amato.

immagine fumetto nave spike

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